Adriano's profileSaltimbanco...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    June 18

    Pensieri emozioni del teatro... la scarpa viola

        esco di casa. ho chiuso la finestra? mi ricordo della raccomandazione di nuzi, la mia fatina rumena. ‘non rientrare mai in casa se hai già chiuso la porta. io, se piove e ho lasciato a casa l’ombrello, mi prendo la pioggia piuttosto’. questa superstizione in italia non la conosce nessuno. forse qui non si applica. rientro e..la finestra, ovviamente, era già chiusa. penso ai miei abiti di scena. maglia viola, ciabattine viola. questa invece è una superstizione universale. lo sanno tutti che a teatro il viola porta male. quando l’ho fatto notare alla regista mi ha gelato con uno sprezzante ‘ancora mi stai a queste minchiate?’
        difatti il debutto è andato bene. evidentemente anche questo è un tabù infondato. arrivo a teatro che ci sono già tutti. come sempre sono l’ultima. l’atmosfera è piacevole. di post trionfo. le guance accarezzate dagli allori della notte di allegre compagnie. lo sguardo lungo e le labbra leggere, come se ci fosse un palloncino di elio legato a ciascun angolo. il direttore di scena ci avvisa che nella seconda si verifica sempre un calo di tensione molto pericoloso. questo non ci scuote. restiamo appannati e fiduciosi. si fa l’ora. comincia la musica. il volume mi sembra più basso della sera prima. non mi arriva dentro. resto nell’ombra pronta per uscire. mi sento più a mio agio con lo scialle fissato sulle dita. il primo atto va..mi pare così così. rientro nei camerini un pò nervosa, decisa a recuperare col secondo personaggio quei toni sonnolenti del primo quarto d’ora. gli oggetti di scena sono tutti pronti lì. sulla panca. devo cambiarmi. lucia mi slaccia le scarpe. afferro le ciabattine di pezza. quanto mi piacciono!  sono così morbide che mi sembra di stare scalza. e questa sensazione dà al mio corpo una plasticità divertente. sono allacciate..così il piede non entra. devo slacciarle. lo faccio con una veemenza tale che il gancio schizza via. al buio non lo trovo..arriva il momento in cui devo entrare. entro. con la scarpa slacciata. avanzo come sulle pattine. dico la mia battuta. poi mi siedo e penso. ora mi tolgo questa dannata scarpa e la ficco sotto il divano. mi abbasso la gonna e mi copro i piedi. così nessuno se ne accorge e io mi posso spostare liberamente sul palco, soprattutto nella seconda parte.. movimentatissima. nel frattempo adriano si mangia una battuta. quindi io dovrei anticipare la mia. dovrei..se solo non stessi pensando al mio improbabile piede nudo..ho pure lo smalto nero..la dico in ritardo. il ritmo parte malato. cerco di risalire enfatizzando i toni della voce e le espressioni del viso. così esagerate che il pubblico pare divertito. mi arrivano le risate. d'altronde..non mi posso muovere. per via della scarpa..già..la scarpa ..viola, per l’appunto
        
        un bacio gonfio di commozione e gratitudine,
        elena andreevna/natalia stefanovna
     
    Domanda di matrimonio

    Pensieri ed emozioni del teatro... Ora basta!

    Finalmente è finita... Questo dente da togliere in tre giorni... Fatica, amarezza, stupore, rancore, rabbia, mi farebbero dire "basta andate tutti a quel paese, non ne voglio più sentire queste cose". Il bilancio di un anno così negativo. Ma come al solito rimango, non per me (ormai definito un vanitoso), ne per il teatro (che ormai mi definisce una persona bieca e non romantica, così simile a Garcin assassinio di sentimenti e vile, un uomo che in fondo si innamorerebbe di chiunque purché gli venga detto: "come sei bello"), ma per voi, mie due compagne di un percorso durato tre anni.
    ...La prima è andata, la seconda incasinata è passata, con le critiche i rimproveri che francamente scivolano come fossero acqua sul mio corpo lasciandomi completamente asciutto, in fondo me ne frego, non ho voglia di continuare questa manfrina e quindi l'unico mio pensiero è "domani è finito tutto, TUTTO!".
    Eccoci qui di nuovo tutti e tre, più uno, per l'ultima, sereni, tranquilli, si scherza, si scalda la voce tutti insieme, qualche battuta vola nell'etere... l'agitazione in me è sparita!
    Si fa buio la musica sale abbraccio, come tutte le sere, Lucy per farmi e farci coraggio, siamo i primi a cavalcare quel buio palco. In quegli attimi prima della fatidica prima battuta ricordo l'ultima raccomandazione che ho ricevuto in disparte frettolosamente dal teatro: "ricordati che sei stanco!".
    Fila liscio e mi sembra che per la prima volta ho sentito le emozioni scorrere dentro di  me durante Zio Vania. Ora tocca di nuovo a me, il cuore ricomincia a battere, perché lo so che ho difficoltà in queste prime battute, e non vorrei rifare l'errore di ieri. Wow le risa del pubblico ci gasano, Rita ed io ci stimoliamo a vicenda e proviamo sul palco cose mai fatte, che ci divertono e ci portano ad essere più in sintonia. Che ridere questa si che è andata. Ma da dietro le quinte continuiamo a ridere perché come un treno in corsa la nostra performance continua e migliora, come se avessimo passato un testimone in una corsa campestre e la voglia di "correre più forte", per non vanificare gli sforzi di tutti noi, ci avesse contagiato. E' l'ennesima volta che lo sentiamo questo pezzo ma oggi ridiamo di gusto.
    Ora i saluti....
    Come i saluti...
    E' finita, ma doveva essere una liberazione ed invece non è così.
    Che voglia di ricominciare.
    Con però altri obbiettivi con la consapevolezza che sarà forse più difficile restare che andare via.
     
    Un Abbraccio Grosso
     
     Astrov/Ivan Vasilievich/Luka

    IMG_3890
    June 11

    Nella felicità...

    ... che mi pervade da tempo, e che rende meraviglioso ogni momento, cerco la tristezza in una musica che mi porta a vecchi e confusi ricordi, in un immgine che mi porta a pensare all' assurdità di una fierezza composta e reale di un gesto che è povertà, in una morte avvolta da spasmi e vani gesti per sfuggirla che è circondata da indifferenza di un asfalto ormai sempre più nero.

    June 03

    Cechovatti

    locandina cechov