Adriano's profileSaltimbanco...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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July 07 tu & meVuoi preparare i tuoi bagagli, qualcosa di piccolo Prendi ciò che ti serve e spariamo Senza lasciare tracce andremo via, via. La Luna e le stelle possono seguire la macchina e allora quando arriveremo all'oceano prenderemo una barca per i confini del mondo Tutte le strade per raggiungere i confini del mondo Oh, e quando i bambini saranno abbastanza grandi gli insegneremo a volare Tu ed io insieme, potremmo fare qualsiasi cosa, Baby Tu ed io insieme sì, sì. Tu ed io, non siamo legati alla terra non cadiamo ma saliamo come tutto intorno Ad occhi chiusi sopra i tetti ad occhi chiusi, vaghiamo tra le stelle Le nostre braccia ampie come il celo Noi raggiungiamo il blu attraverso tutte le strade fino ai confini del mondo I confini del mondo Oh, e quando i bambini saranno abbastanza grandi gli insegneremo a volare Tu ed io insieme, potremmo fare qualsiasi cosa, Baby Tu ed io insieme sì, sì. Noi possiamo sempre guardare indietro per capire chi eravamo Tutti questi ricordi miei e tuoi, baby Ma adesso siamo tu ed io per sempre girl E sai che potremmo fare meglio di ogni cosa che abbiamo fatto Tu sai che tu ed io, potremmo fare qualsiasi cosa Tu ed io insieme, potremmo fare qualsiasi cosa, Baby Tu ed io insieme sì, sì. Due come noi insieme, potranno fare qualsiasi cosa, Baby Tu ed io insieme yeah,yeah. Due come noi insieme yeah,yeah. Due come noi insieme, potranno fare qualsiasi cosa, Baby ?? per per raggiungere i confini del mondo May 14 Nero Io senza più sogni senza meta
Farò una volta in più da preda Nella tua ragna senza uscita tela! February 05 SOLITA STORIADieci dita per contare abbiamo ognuno Nove pianeti girano attorno al sole La palla otto e' l'ultima se vorrai vincere Sette oceani si infrangono sulle rive del mare E' la solita storia dei nostri tempi Troppe scelte E' la solita storia dei nostri tempi Troppe scelte Sei sensi sentono Cinque attorno un senso di esistenza Quattro stagioni si alternano Posso vedere tre angoli da questo angolo Due e' un numero perfetto Ma uno, beh Tutti sono felici Tutti sono liberi Terremo la grande porta aperta Chiunque verra' / Verranno tutti Perche' sei diverso? Perche' sei cosi'? January 19 Quella sottile linea biancaNovember 11 Grazie di questo incontroDi nuovo freddo
che mi avvolge e il suo vento che mi taglia il viso! Avanzo! Il sole sta per l'ultima volta di questa giornata lasciando i suoi ultimi tiepidi raggi. Il selciato sutto di noi freddo come non mai. Il freddo tra di noi ci separa quel freddo dell'imbarazzo della scoperta dell'ignoto che fa paura. Ora noi qui tra queste nuove quattro mura scaldati da quella cosa incredibile che si chiama Amore October 22 EDDIE'S HEAD
Hooks In You
August 28 Fammi stare con teE' notte. July 29 Di nascosto...mentre rileggo questi quattro fogli, mentre rileggo le emozioni su questo blog, mi appari. July 23 Sbiaditoper quanto tu faccia c'è sempre ch ti dirà che sei sbagliato, che pensisolo a te stesso, che sei carnefice, che sei vittima. Vorrei sparire sbiadire come queste lettere che scrivo che nemmeno io riesco a leggere. June 18 Pensieri emozioni del teatro... la scarpa viola esco di casa. ho chiuso la finestra? mi ricordo della raccomandazione di nuzi, la mia fatina rumena. ‘non rientrare mai in casa se hai già chiuso la porta. io, se piove e ho lasciato a casa l’ombrello, mi prendo la pioggia piuttosto’. questa superstizione in italia non la conosce nessuno. forse qui non si applica. rientro e..la finestra, ovviamente, era già chiusa. penso ai miei abiti di scena. maglia viola, ciabattine viola. questa invece è una superstizione universale. lo sanno tutti che a teatro il viola porta male. quando l’ho fatto notare alla regista mi ha gelato con uno sprezzante ‘ancora mi stai a queste minchiate?’
difatti il debutto è andato bene. evidentemente anche questo è un tabù infondato. arrivo a teatro che ci sono già tutti. come sempre sono l’ultima. l’atmosfera è piacevole. di post trionfo. le guance accarezzate dagli allori della notte di allegre compagnie. lo sguardo lungo e le labbra leggere, come se ci fosse un palloncino di elio legato a ciascun angolo. il direttore di scena ci avvisa che nella seconda si verifica sempre un calo di tensione molto pericoloso. questo non ci scuote. restiamo appannati e fiduciosi. si fa l’ora. comincia la musica. il volume mi sembra più basso della sera prima. non mi arriva dentro. resto nell’ombra pronta per uscire. mi sento più a mio agio con lo scialle fissato sulle dita. il primo atto va..mi pare così così. rientro nei camerini un pò nervosa, decisa a recuperare col secondo personaggio quei toni sonnolenti del primo quarto d’ora. gli oggetti di scena sono tutti pronti lì. sulla panca. devo cambiarmi. lucia mi slaccia le scarpe. afferro le ciabattine di pezza. quanto mi piacciono! sono così morbide che mi sembra di stare scalza. e questa sensazione dà al mio corpo una plasticità divertente. sono allacciate..così il piede non entra. devo slacciarle. lo faccio con una veemenza tale che il gancio schizza via. al buio non lo trovo..arriva il momento in cui devo entrare. entro. con la scarpa slacciata. avanzo come sulle pattine. dico la mia battuta. poi mi siedo e penso. ora mi tolgo questa dannata scarpa e la ficco sotto il divano. mi abbasso la gonna e mi copro i piedi. così nessuno se ne accorge e io mi posso spostare liberamente sul palco, soprattutto nella seconda parte.. movimentatissima. nel frattempo adriano si mangia una battuta. quindi io dovrei anticipare la mia. dovrei..se solo non stessi pensando al mio improbabile piede nudo..ho pure lo smalto nero..la dico in ritardo. il ritmo parte malato. cerco di risalire enfatizzando i toni della voce e le espressioni del viso. così esagerate che il pubblico pare divertito. mi arrivano le risate. d'altronde..non mi posso muovere. per via della scarpa..già..la scarpa ..viola, per l’appunto
un bacio gonfio di commozione e gratitudine,
elena andreevna/natalia stefanovna
Pensieri ed emozioni del teatro... Ora basta!Finalmente è finita... Questo dente da togliere in tre giorni... Fatica, amarezza, stupore, rancore, rabbia, mi farebbero dire "basta andate tutti a quel paese, non ne voglio più sentire queste cose". Il bilancio di un anno così negativo. Ma come al solito rimango, non per me (ormai definito un vanitoso), ne per il teatro (che ormai mi definisce una persona bieca e non romantica, così simile a Garcin assassinio di sentimenti e vile, un uomo che in fondo si innamorerebbe di chiunque purché gli venga detto: "come sei bello"), ma per voi, mie due compagne di un percorso durato tre anni.
...La prima è andata, la seconda incasinata è passata, con le critiche i rimproveri che francamente scivolano come fossero acqua sul mio corpo lasciandomi completamente asciutto, in fondo me ne frego, non ho voglia di continuare questa manfrina e quindi l'unico mio pensiero è "domani è finito tutto, TUTTO!".
Eccoci qui di nuovo tutti e tre, più uno, per l'ultima, sereni, tranquilli, si scherza, si scalda la voce tutti insieme, qualche battuta vola nell'etere... l'agitazione in me è sparita!
Si fa buio la musica sale abbraccio, come tutte le sere, Lucy per farmi e farci coraggio, siamo i primi a cavalcare quel buio palco. In quegli attimi prima della fatidica prima battuta ricordo l'ultima raccomandazione che ho ricevuto in disparte frettolosamente dal teatro: "ricordati che sei stanco!".
Fila liscio e mi sembra che per la prima volta ho sentito le emozioni scorrere dentro di me durante Zio Vania. Ora tocca di nuovo a me, il cuore ricomincia a battere, perché lo so che ho difficoltà in queste prime battute, e non vorrei rifare l'errore di ieri. Wow le risa del pubblico ci gasano, Rita ed io ci stimoliamo a vicenda e proviamo sul palco cose mai fatte, che ci divertono e ci portano ad essere più in sintonia. Che ridere questa si che è andata. Ma da dietro le quinte continuiamo a ridere perché come un treno in corsa la nostra performance continua e migliora, come se avessimo passato un testimone in una corsa campestre e la voglia di "correre più forte", per non vanificare gli sforzi di tutti noi, ci avesse contagiato. E' l'ennesima volta che lo sentiamo questo pezzo ma oggi ridiamo di gusto.
Ora i saluti....
Come i saluti...
E' finita, ma doveva essere una liberazione ed invece non è così.
Che voglia di ricominciare.
Con però altri obbiettivi con la consapevolezza che sarà forse più difficile restare che andare via.
Un Abbraccio Grosso
Astrov/Ivan Vasilievich/Luka June 11 Nella felicità...... che mi pervade da tempo, e che rende meraviglioso ogni momento, cerco la tristezza in una musica che mi porta a vecchi e confusi ricordi, in un immgine che mi porta a pensare all' assurdità di una fierezza composta e reale di un gesto che è povertà, in una morte avvolta da spasmi e vani gesti per sfuggirla che è circondata da indifferenza di un asfalto ormai sempre più nero. |
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